Internet senza fili, più comunemente noto anche come wi-fi (acronimo di wireless fidelity), è la tecnologia che permette di connettersi appunto ad Internet senza fili, cioè senza l’utilizzo di cavi, bensì sfruttando gli impulsi di energia trasmessi dalle onde elettromagnetiche. Gli impulsi vengono emessi tramite un router e indirizzati verso tutte le apparecchiature dotate di un sistema di ricezione dei dati senza fili e con esse interagiscono.

Come si passa dall’ethernet a internet senza fili

La gestione delle connessioni di rete per navigare in internet avveniva – e avviene, nei casi in cui non si utilizza il wi-fi – tramite la rete Ethernet. Si tratta di una connessione “cablata” – che avviene tramite cavo collegato alle apparecchiature e utilizza gli impulsi elettrici (e non elettromagnetici) per inviare i dati sfruttando ciò che in informatica si chiama linguaggio binario tra i dispositivi collegati in rete. Il “limite” della connessione cablata (Ethernet) è la lentezza di connessione dovuta alla resistenza posta dagli elettroni all’interno dei cavi. l'Internet senza fili, effettivamente, ha riscontrato un successo di mercato perché ha velocizzato molto e alleggerito la navigazione in internet – purché il segnale non venga ostacolato o schermato da pareti o interferenze.

Come funziona l'internet senza fili? E perché è diventato uno standard mondiale per la connettività? Le ragioni della diffusione del wi-fi sono implicite nella sua tecnologia e nel modo in cui ha “rivoluzionato” la comunicazione. La connessione senza fili sfrutta le onde elettromagnetiche per trasmettere dati binari e comunicare con il dispositivo (Pc, notebook, tablet, smartphone) attraverso il quale si effettua la prima configurazione del router. Dopo il primo avvio, il modem – spesso incorporato nello stesso router – elabora i dati e li trasforma in una serie di impulsi elettromagnetici in un’alternanza di onde “alte” e “basse” (la frequenza). Questi impulsi sono a loro volta ricevuti e decodificati dai dispositivi circostanti che vi si possono connettere purché dotati di un’antenna o ricevitore di rete internet senza fili.

Un esempio può aiutare a chiarire le idee: basta immaginare il router wi-fi come un’antenna che vibra a un determinata frequenza. La trasmissione dei dati dura un certo lasso di tempo – ovvero ogni 100 ms il router trasmette un pacchetto di dati chiamato in gergo beacon e che contiene la SSID della rete (i dati identificativi della rete di connessione). L’obiettivo è quello di inviare informazioni “recepibili e leggibili” dal dispositivo di ricezione (PC o altro). Gli impulsi ricevuti dal dispositivo di ricezione forniscono istruzioni su cosa fare per ciascun pixel dello schermo. La frequenza delle vibrazioni e degli impulsi sono mantenuti tra i 2,4 GHz e i 5 GHz per evitare le interferenze con altre onde magnetiche emesse da altri dispositivi e apparecchiature elettroniche come il forno microonde, la TV, le altre reti mobili. Infatti, la frequenza a 5GGHz ha un raggio di azione inferiore al 2,4 GHz, ma è per questo meno soggetta a interferenze e la velocità di trasmissione dei dati è superiore.

 Internet senza fili

Una rete internet senza fili quindi si compone di un modem/router che funziona da punto di accesso della rete e che si rende sorgente del segnale e da un client o dispositivo ricettore – computer o altro apparecchio wi-fi – che si connette alla rete. Il dispositivo di ricezione quindi si connette grazie al segnale radio proveniente dal modem/router che a sua volta è collegato alla rete fornita dall’ISP, ovvero il gestore telefonico di riferimento. Il wi-fi non serve solo per la connessione a internet, ma anche per mettere in collegamento e far dialogare tra loro i vari dispositivi dotati di antenna wi-fi (Pc con smart TV, gli smartphone con gli speaker, lo stereo con il PC e così via senza che questi necessitino di utilizzare internet).

Cenni storici sul wi-fi

Internet senza fili

La Wireless History Foundation è un’organizzazione senza scopo di lucro istituita per la promozione e la divulgazione delle reti Internet senza fili. L’associazione sostiene che la nascita del wi-fi risalga al 1896 con il primo messaggio telegrafico senza fili inviato da Guglielmo Marconi. Effettivamente, l’idea di inviare un messaggio via radio nell’etere senza utilizzare un supporto fisico – come i cavi elettrici – è alla base della tecnologia del wireless, ma il vero atto costitutivo della tecnologia così come la conosciamo oggi risale al 1985 quando la Federal Communictions Commission – l’ente statunitense che regolamenta il settore delle telecomunicazioni – decise di liberare alcune frequenze per metterle a disposizione dell’uso civile senza obbligo di licenza. Fu solo nel 1999 che si mise a punto il primo protocollo wi-fi IEEE 802.11b, la cui tecnologia fu perfezionata e definita, determinandone il suo rapido sviluppo e diffusione.

Quali sono le classi e le bande di frequenza

Internet senza fili

Ma cosa significa la sigla IEEE? È una certificazione o classe che stabilisce gli standard tecnologici a cui i produttori si devono attenere quando realizzano i dispositivi Internet senza fili. Tutte le classi wi-fi riconosciute a livello globale sono identificate con il numero 802.11 seguito da una lettera dell’alfabeto. Le classi standard esistenti sono nove, ma i protocolli più utilizzati sono quattro; ciascuno di questi identifica anche le rispettive velocità di trasmissione dati espresse in Mbps:

  • Wi-Fi classe b (802.11b) – 11 Mbps.
  • Wi-Fi classe g (802.11g) – 54 Mbps.
  • Wi-Fi classe n (802.11n) – 300 o 450 Mbps.
  • Wi-Fi ac (802.11ac) – 1.3 Gbps (1.331 Mbps).

Quest’ultima - la classe wi-fi ac – è di ultima generazione e supporta sia la banda di frequenza a 2,4 GHz che le bande a 5G Hz. L’ulteriore evoluzione è lo standard 802.11 ac wave 2 con prestazioni maggiorate sulla velocità di trasmissione e stabilità del segnale soprattutto all’interno di una rete locale. L’ultima frontiera della tecnologia Internet senza fili è il MU-MIMO, acronimo per Multiple User, Multiple Input, Multiple Output il cui obiettivo è gestire più dispositivi simultaneamente.

Il segnale wi-fi emesso da un router copre in genere un’area compresa tra 50 e 100 m2, ma è possibile potenziare la rete attraverso l’uso di specifiche apparecchiature come gli access point o i ripetitori Wi-fi da collocare nei diversi ambienti di casa e ufficio e che estendono o amplificano il segnale in tutti gli ambienti in cui sono collocati, per un utilizzo stabile della connessione Internet senza fili.

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