Anche nel 2021, come già nel 2020, lo Stato Italiano ha riservato ai lavoratori, ai proprietari di imprese ai liberi professionisti e a determinate categorie di lavoratori diversi incentivi e bonus che si possono ottenere, facendo richiesta sugli appositi portali. Naturalmente, quando si decide di inviare richiesta bisogna prima assicurarsi di possedere i requisiti necessari per poter ottenere il bonus.

Tra i vari finanziamenti che sono stati erogati durante il 2021 troviamo il Bonus Smart Working, per tutte le persone che svolgono attività dalla loro abitazione invece che all’interno di un ufficio aziendale. Per i lavoratori in telelavoro, infatti, è stato erogato un bonus di 516€ e la possibilità di acquistare una seduta ergonomica in modo da attenuare eventuali danni causati dal lavoro sedentario.

Perché il Bonus Smart Working

Lo smart working, a causa delle restrizioni dovute al Covid-19, è diventata una condizione lavorativa molto diffusa tra le aziende italiane. Sicuramente questo ha ridotto per i dipendenti lo stress causato dalla corsa verso l’ufficio, dal traffico e altri fattori. Allo stesso tempo è però aumentata la necessità di avere un luogo adibito alle attività lavorative. È molto importante, infatti, che ogni lavoratore riesca a creare all’interno della sua casa uno spazio da dedicare esclusivamente al lavoro. In questo modo, tramite il Bonus Smart Working i vari professionisti potranno investire dei soldi per creare, all’interno delle proprie abitazioni un “ufficio personale” all’interno del quale lavorare con tutti i comfort necessari.

Grazie al Bonus Smart Working, in tal proposito, moltissime case produttrici di mobilio da ufficio, si stanno mobilitando per produrre scrivanie e mobiletti che possano entrare all’interno degli appartamenti standard, in modo da facilitare gli acquisti per quanto riguarda questo determinato tipo di arredamento.

Cosa è necessario per realizzare un ufficio

Il Bonus Smart Working è stato pensato proprio per dare la possibilità alle persone che lavorano da casa di acquistare il materiale necessario alla realizzazione di un piccolo ufficio domestico. Naturalmente, se si vuole rimanere all’interno del budget di 516€ erogati dallo stato, sarà necessario fare le giuste scelte e avere una lista di priorità sul materiale da acquistare. Il vostro ufficio domestico, per garantirvi il giusto comfort durante l’orario di lavoro dovrà essere munito di:

  • Una sedia ergonomica: la seduta è decisamente importante per il benessere fisico del lavoratore, quindi una sedia ergonomica lo aiuterà a mantenere una corretta postura nell’arco della sua giornata lavorativa;
  • Poggia piedi: insieme alla sedia ergonomica sarà necessario acquistare anche un poggiapiedi, grazie al quale sarà più semplice mantenere la corretta postura della schiena e del bacino. La combinazione di sedia e poggiapiedi sarà di grande aiuto per evitare futuri mal di schiena e problemi lombari;
  • Una scrivania: avere una scrivania non solo aiuterà il professionista in smart working a tenere in ordine tutto il materiale propedeutico al lavoro, ma gli consentirà di avere in casa uno spazio dedicato solo al lavoro. Questo è un ottimo metodo per riuscire a staccarsi dal lavoro, una volta finito l’orario. Avere una scrivania adibita, quindi è molto importante anche a livello psicologico, utilizzare il Bonus Smart Working per l’acquisto di un tavolo da lavoro rappresenterà sicuramente un ottimo investimento.
  • Cassettiera: lavorare in un ambiente ordinato è fondamentale, una cassettiera vi aiuterà a mantenere l’ordine e a catalogare i vostri documenti e materiali.
  • Lampada: soprattutto chi lavora diverse ore al computer e, di conseguenza, sforza parecchio gli occhi, deve necessariamente lavorare con il giusto livello di illuminazione che gli consenta tenere gli occhi più riposati, evitando futuri problemi alla vista.

Come potete vedere, per realizzare un ufficio basta davvero poco e, facendo i giusti acquisti, vi renderete conto che il Bonus Smart Working vi darà un grande aiuto in tal proposito.

I contratti che regolano lo smart working

È importante sapere, però, che perché si possa lavorare con il cosiddetto lavoro agile è necessario seguire un regolamento ben preciso che viene regolato per lo smart working, tramite un contratto tra azienda e dipendente. Ogni contratto è differente, in base all’impresa che lo stipula, ma ci sono delle regole che non si possono prescindere inquanto dettate dalla legge.

Nei prossimi paragrafi vi spiegheremo quali sono le leggi fondamentali che devono essere presenti nel regolamento per lo smart working perché i dipendenti lavorino in sicurezza, come se fossero in ufficio.

Regole che riguardano salute e sicurezza

All’interno del contratto che contiene il regolamento per lo smart working devono essere presenti tutti i riferimenti che riguardano la salute del dipendente e la sua sicurezza, dall’orario di lavoro che non deve superare un totale di ore settimanali, fino alle modalità di gestione delle attività lavorative.

Comunicare l’accordo al ministero del lavoro

Il contratto contenente il regolamento per il telelavoro, deve successivamente essere comunicato al ministero del lavoro, tramite la compilazione di un modulo sull’apposito portale. Le informazioni che verranno richieste all’azienda sono:

  • I dati anagrafici del dipendente e del titolare dell’azienda;
  • Il contratto che regola i rapporti lavorativi;
  • La data di inizio e la durata del periodo di telelavoro, con conseguente scadenza del regolamento per lo smart working;

Diritto alla disconnessione

I lavoratori che si occupano di attività che richiedono il costante utilizzo di computer o laptop devono necessariamente avere a contratto il “diritto alla disconnessione” dai vari dispositivi tecnologici per 15 minuti ogni due ore. Questa clausola deve essere necessariamente scritta all’interno del regolamento per lo smart working.

Orari e limiti giornalieri e settimanali

All’interno del regolamento per lo smart working devono essere indicati gli orari in cui il dipendente deve essere reperibile e questi ultimi devono essere conformi alle norme vigenti, riguardo i limiti massimi di ore settimanali di lavoro approvate dalla legge.

Corsi di formazione

Il lavoratore che opera da casa deve avere riconosciuti, all’interno del regolamento per il telelavoro gli stessi corsi di formazione, volti all’apprendimento di nuove competenze e aggiornamenti di settore, a cui hanno diritto i dipendenti che lavorano all’interno degli uffici.

Polizza per gli infortuni ed eventuali malattie professionali nel regolamento per lo smart working

regolamento per lo smart working

Il regolamento per lo smart working prevede un’intera sezione he riguarda l’assicurazione che l’azienda fornisce al lavoratore per tutelarlo in caso di infortuni, avvenuti durante l’orario di lavoro, ed eventuali malattie professionali per quanto riguarda alcune categorie professionali.

Regole sui controlli a distanza nel regolamento per lo smart working

Anche se il lavoratore in smart working ha maggiore libertà di gestione sulle attività lavorative, può essere comunque soggetto a controlli da remoto da parte del datore di lavoro, o chi per lui. Naturalmente questi controlli devono essere regolamentati tramite il contratto di regolamento per lo smart working, basandosi sulle norme vigenti nello statuto dei lavoratori.

La conversione italiana allo smart working dopo l'arrivo del 4G

Prima di iniziare vi segnaliamo che anche su navigaweb.net trovate preziosi consigli riguardanti questa modalità di lavoro, che sicuramente vi saranno di grande aiuto. Avrete modo di apprendere sia alcuni piccoli trucchetti che vi permetteranno di rimanere concentrati sul lavoro; si di scoprire una lista di gadget economici progettati per farvi stare più confortevoli alla scrivania, senza dolori a gambe e schiena. 

Cosa pensano gli italiani del lavoro da casa?

Davanti a questo nuovo modo di lavorare, gli italiani non hanno tardato a far sentire la propria voce, e le opinioni sono state alquanto discordanti. La fascia d'età che maggiormente si è ritrovata in difficoltà è quella degli ultrasessantenni, generazione che a quanto pare non ha tanta dimestichezza con il computer e la navigazione in rete. Contrariamente i lavoratori dai 20 ai 45 anni d'età si sono detti soddisfatti e meravigliati. Lavorare in Smart working senza la continua supervisione del capo, in un ambiente familiare, permette di eseguire la propria attività in maniera più tranquilla e rilassata, senza pressione costante.

Il problema più riscontrato riguarda invece la gestione degli spazi e della famiglia, sopratutto per chi ha figli ancora piccoli. Quando si è nella propria abitazione si viene tentati dal svolgere faccende di casa, o semplicemente prendersi una piccola casa, diminuendo così notevolmente la propria produttività.

Normativa‌ italiana‌ riguardo lo Smart working per i privati

In‌ Italia‌ si‌ comincia‌ a‌ parlare‌ di‌ ‌smart‌ working‌ e‌ lavoro‌ agile‌ già‌ negli‌ anni‌ ’90,‌ in‌ seguito‌ alle‌ prime‌ ‌applicazioni‌ di‌ questa‌ modalità‌ lavorativa‌ in‌ Olanda.‌ Non‌ si‌ registrò‌ il‌ livello‌ di‌ diffusione‌ atteso‌ per‌ il‌ ‌semplice‌ motivo‌ che‌ l’Italia‌ –‌ e‌ gran‌ parte‌ dell’Europa‌ –‌ era‌ tecnologicamente‌ poco‌ evoluta‌ per‌ sostenere‌ i‌ ‌livelli‌ richiesti.‌ In‌ Italia,‌ le‌ prime‌ aziende‌ a‌ introdurre‌ il‌ concetto‌ di‌ smart‌ working‌ sono‌ state‌ le‌ grandi‌ imprese‌ ‌–‌ principalmente‌ afferenti‌ al‌ settore‌ dell’ICT‌ e‌ delle‌ telecomunicazioni‌ -‌ con‌ oltre‌ 500‌ dipendenti,‌ una‌ realtà‌ ‌dimensionale‌ “piccola”‌ rispetto‌ al‌ tessuto‌ imprenditoriale‌ italiano‌ costituito‌ da‌ PMI‌ da‌ 10‌ a‌ 50‌ dipendenti.‌ È‌ ‌solo‌ con‌ la‌ legge‌ 81/2017‌‌ (del‌ 22‌ maggio)‌ che‌ si‌ sancisce‌ la‌ “nascita”‌ ufficiale‌ e‌ regolamentata‌ a‌ livello‌ ‌politico‌ e‌ istituzionale‌ dello‌ s‌mart‌ working‌.‌ La‌ normativa‌‌ definisce‌ le‌ condizioni‌ di‌ applicabilità‌ e‌ ‌l’inquadramento‌ del‌ rapporto‌ lavorativo,‌ ma‌ ha‌ trovato‌ un‌ principio‌ di‌ applicazione‌ solo‌ in‌ seguito‌ ‌all’‌evento‌ pandemico‌ mondiale‌‌ –‌ iniziato‌ a‌ dicembre‌ 2019‌ e‌ protrattosi‌ fino‌ ai‌ primi‌ mesi‌ del‌ 2021‌ –‌ vale‌ a‌ ‌dire‌ nel‌ momento‌ in‌ cui‌ l’emergenza‌ sanitaria‌ “costringe”‌ molte‌ imprese‌ e‌ lavoratori‌ ad‌ adottare‌ sistemi‌ di‌ ‌lavoro‌ a‌ distanza,‌ stravolgendo‌ si‌ fatto‌ non‌ solo‌ le‌ dinamiche‌ lavorative,‌ ma‌ anche‌ gli‌ equilibri‌ sociali,‌ i‌ ‌comportamenti‌ e‌ l’interferenza‌ delle‌ attività‌ umane‌ con‌ l’ambiente.‌ ‌La‌ normativa‌ italiana‌ che‌ risulta‌ essere‌ una‌ delle‌ più‌ avanzate‌ e‌ lungimiranti‌ definisce‌ il‌ lavoro‌ in smart‌ working‌ ‌come‌ ‌un‌ rapporto‌ di‌ lavoro‌ subordinato‌ ma‌ con‌ accordo‌ delle‌ parti:‌ il‌ datore‌ e‌ il‌ lavoratore‌ stabiliscono‌ ‌congiuntamente‌ l’organizzazione‌ del‌ lavoro‌ per‌ fasi‌ o‌ cicli‌ e‌ obiettivi‌ senza‌ vincoli‌ di‌ orario‌ e‌ luogo‌ di‌ lavoro.‌ ‌

Il Telelavoro da un punto di vista giuridico

Giuridicamente‌ lo‌ Smart working per i privati ‌in‌ Italia‌ garantisce:‌ ‌

  • Parità‌ di‌ trattamento‌ economico‌ rispetto‌ ai‌ lavoratori‌ in‌ modalità‌ tradizionale;‌ ‌
  • Tutela‌ previdenziale‌ per‌ infortuni‌ e‌ malattie‌ professionali‌ come‌ previsto‌ dalla‌ circolare‌ INAIL‌ n.‌ 48‌ ‌del‌ 2017;‌ ‌
  • Fornitura‌ delle‌ apparecchiature‌ elettroniche‌ e‌ di‌ lavoro‌ necessarie‌ all’adempimento‌ delle‌ attività‌ di‌ ‌lavoro;‌ ‌
  • Definizione‌ dell’accordo‌ sulla‌ durata‌ ed‌ eventuali‌ condizioni‌ di‌ revoca‌ del‌lo Smart working per i privati ‌

Relativamente‌ alle‌ tutele‌ previdenziali‌‌ sul‌ lavoro,‌ INAIL‌ con‌ circolare‌ n.‌ 48‌ del‌ 2017‌ fornisce‌ una‌ serie‌ di‌ ‌istruzioni‌ redatte‌ per‌ il‌ telelavoro,‌ garantendo‌ ai‌ lavoratori‌ a‌ distanza:‌ ‌

  • La‌ copertura‌ assicurativa‌ contro‌ infortuni‌ e‌ malattie‌ professionali‌ che‌ vale‌ anche‌ per‌ i‌ lavoratori‌ ‌agili‌ pur‌ svolgendo‌ l’attività‌ fuori‌ dai‌ consueti‌ locali‌ aziendali‌ o‌ senza‌ postazione‌ fissa;‌ ‌
  • La‌ retribuzione‌ riconosciuta‌ ai‌ lavoratori‌ in‌ ‌smart‌ working‌ è‌ la‌ stessa‌ prevista‌ secondo‌ contratto‌ ‌nazionale‌ per‌ la‌ stessa‌ tipologia‌ di‌ lavoro‌ svolta‌ all’interno‌ dei‌ locali‌ aziendali;‌ ‌
  • L’obbligo‌ del‌ datore‌ di‌ lavoro‌ di‌ comunicare‌ al‌ Ministero‌ del‌ Lavoro‌ la‌ sottoscrizione‌ degli‌ accordi‌ ‌con‌ i‌ propri‌ dipendenti‌ per‌ lo‌ svolgimento‌ di‌ attività‌ in‌ modalità‌ “agile”.‌ ‌

Smart working per i privati ed emergenza sanitaria

L’‌emergenza‌ sanitaria‌‌ ha‌ accelerato‌ l’applicazione‌ massiccia‌ di‌ questa‌ modalità‌ lavorativa,‌ ma‌ ha‌ anche‌ ‌rilevato‌ alcune‌ lacune‌ della‌ normativa‌ che‌ si‌ è‌ cercato‌ di‌ correggere‌ –‌ con‌ necessità‌ di‌ ampliare‌ lo‌ ‌strumento‌ normativo‌ –‌ con‌ il‌ Decreto‌ Legge‌ n.‌ 18‌ del‌ 17‌ marzo‌ 2020,‌ noto‌ anche‌ come‌ Decreto‌ Cura‌ Italia‌ ‌che‌ prevede‌ incentivi‌ per‌ le‌ aziende‌ nell’adottare‌ lo‌ ‌smart‌ working‌ preferibilmente‌ per‌ i‌ lavori‌ che‌ lo‌ ‌consentono‌ e‌ di‌ aprire‌ anche‌ ad‌ altre‌ tipologie‌ lavorative‌ l’applicabilità‌ dello smart‌ working‌.‌ ‌Il‌ lavoro‌ agile‌ in‌ Italia‌ e‌ all’estero‌ ‌Il‌ quadro‌ normativo‌ europeo‌ prevede‌ da‌ tempo‌ l’applicazione‌ dello‌ ‌smart‌ working‌ –‌ inizialmente‌ –‌ per‌ ‌agevolare‌ la‌ sincronia‌ tra‌ lavoro‌ e‌ vita‌ privata,‌ migliorare‌ le‌ condizioni‌ di‌ benessere‌ psico-fisico,‌ cura‌ ‌ambientale‌ e‌ riduzione‌ del‌ traffico‌ terrestre.‌ Ogni‌ paese‌ adotta‌ “nomi”‌ diversi‌ per‌ definire‌ un‌ metodo‌ di‌ ‌lavoro‌ più‌ “elastico”,‌ ma‌ alla‌ base‌ vigono‌ i‌ principi‌ di‌ flessibilità‌ e‌ responsabilità‌.‌ Ben‌ prima‌ dell’emergenza‌ ‌sanitaria,‌ alcuni‌ paesi‌ europei‌ avevano‌ adottate‌ politiche‌ del‌ lavoro‌ flessibile‌ molto‌ avanzate.‌

smart working

‌I‌ dati‌ Eurostat‌ ‌evidenziano‌ come‌ i‌ lavoratori‌ dipendenti‌ che‌ lavorano‌ in smart working sono‌ il‌ 5,5%‌ degli‌ occupati‌ e‌ che‌ i‌ paesi‌ più‌ ‌“virtuosi”‌ sono‌ la‌ Finlandia,‌ i‌ Paesi‌ Bassi‌ e‌ il‌ Lussemburgo,‌ dove‌ la‌ percentuale‌ dei‌ lavoratori‌ flessibili‌ oscilla‌ ‌tra‌ il‌ 10%‌ i‌ 14%‌ della‌ popolazione‌ occupata,‌ vale‌ a‌ dire‌ il‌ doppio‌ della‌ media‌ europea,‌ mentre‌ l’Italia‌ –‌ pur‌ ‌essendo‌ dotata‌ degli‌ strumenti‌ normativi‌ adeguati‌ –‌ rileva‌ una‌ percentuale‌ del‌ 3,6%‌ di‌ lavoratori‌ in “smart working”,‌ ‌ben‌ sotto‌ la‌ media‌ europea.‌ I‌ paesi‌ europei‌ che‌ applicano‌ con‌ maggior‌ successo‌ la‌ modalità‌ di‌ lavoro‌ a‌ ‌distanza‌ o‌ agile‌ hanno‌ anche‌ applicato‌ normative‌ interessanti‌ da‌ sviluppare‌ come‌ buone‌ pratiche‌‌ anche‌ ‌altrove.‌ La‌ Finlandia‌,‌ per‌ esempio,‌ offre‌ a‌ tutti‌ i‌ lavoratori‌ la‌ possibilità‌ di‌ svolgere‌ almeno‌ il‌ 50%‌ del‌ lavoro‌ ‌in‌ modalità‌ “smart working”‌ gestendo‌ autonomamente‌ il‌ tempo‌ e‌ l’orario‌ di‌ lavoro.‌ La‌ Gran‌ Bretagna‌‌ è‌ stato‌ il‌ ‌primo‌ paese‌ europeo‌ a‌ introdurre‌ una‌ legge‌ specifica‌ nel‌ 2014‌,‌ la‌ Flexible‌ Working‌ Regulation‌,‌ la‌ quale‌ ‌prevede‌ per‌ i‌ lavoratori‌ che‌ hanno‌ un’‌ “anzianità”‌ di‌ servizio‌ pari‌ o‌ superiore‌ a‌ 26‌ settimane‌ il‌ diritto‌ di‌ ‌richiedere‌ forme‌ flessibili‌ di‌ esecuzione‌ del‌ lavoro.‌ Il‌ datore‌ di‌ lavoro‌ può‌ rifiutare‌ la‌ richiesta‌ solo‌ in‌ ‌presenza‌ di‌ fondate‌ motivazioni.‌ La‌ flessibilità‌ può‌ riguardare‌ l’adozione‌ del‌ job‌ sharing‌,‌ del‌ part‌ time,‌ del‌lo smart working,‌ o‌ l’opzione‌ di‌ applicare‌ la‌ s‌ettimana‌ compressa‌‌ o‌ orari‌ individuali‌ flessibili.‌ Sul‌ modello‌ ‌britannico‌ si‌ è‌ adeguata‌ la‌ normativa‌ dei‌ Paesi‌ Bassi‌ con‌ il‌ Flexible‌ Working‌ Act‌ del‌ 2016.‌ La‌ Francia‌‌ ha‌ ‌adottato‌ una‌ serie‌ di‌ decreti‌ culminati‌ nella‌ riforma‌ unica‌ della‌ Loi‌ du‌ Travail‌ del‌ 31‌ agosto‌ 2017‌.‌ L’adozione‌ ‌del‌ telelavoro‌ non‌ comporta‌ più‌ modifiche‌ del‌ contratto‌ di‌ lavoro,‌ ma‌ prevede‌ un‌ semplice‌ accordo‌ verbale‌ ‌o‌ scritto‌ tra‌ datore‌ e‌ dipendente,‌ vengono‌ garantite‌ le‌ tutele‌ previdenziali‌ e‌ introduce‌ il‌ concetto‌ di‌ diritto‌ ‌alla‌ disconnessione‌.‌ La Germania‌,‌ infine,‌ ha‌ elaborato‌ sul‌ modello‌ del‌ piano‌ nazionale‌ Industrie‌ 4.0‌,‌ il‌ ‌documento‌ Arbeiten‌ 4.0‌‌ (Lavoro‌ 4.0)‌ in‌ cui‌ si‌ consiglia‌ l’adozione‌ di‌ modelli‌ di‌ lavoro‌ flessibili‌ integrati‌ alla‌ ‌trasformazione‌ digitale‌ del‌ mercato‌ del‌ lavoro.‌ ‌

Smart working per i privati: Come gestire correttamente alcune tipologie di lavoro

smart working

Come vi abbiamo già accennato in precedenza, gestire lo smart working può rivelarsi un'impresa molto difficile, le tentazioni sono dietro l'angolo e basta un piccolo pisolino per dimenticarsi di tutto il lavoro che ci aspetta sullo schermo. A questo punto la cosa più vantaggiosa da fare è crearsi un orario delle attività da seguire, in ordine di importanza e tempo. Così facendo saremo costretti a seguire una precisa tabella di marcia, e non potremo rimanere indietro neanche un minuto. Un altro accorgimento riguarda i social network, ai quali siamo costantemente collegati h24. Quando iniziate il vostro turno di lavoro disattivate completamente le notifiche di ogni applicazione, e mettete anche il cellulare in modalità silenziosa.

Qualsiasi tweet o post di facebook vi arrivi, avrete tutto il tempo per vederlo appena avrete concluso la vostra attività, adesso non bisogna perdere la concentrazione. E' altresì molto importante sapersi regolare e rendere conto di quando il proprio corpo necessita una piccola pausa; vi sconsigliamo di operare il lavoro in smart working in maniera continuata senza alcun break, oltre ad essere controproducente e anche molto dannoso per la salute. Nei minuti di intervallo che avete a disposizione potete idratarvi, fare uno spuntino, o semplicemente sgranchirvi un po' le gambe. Ricordate di non passare mai più di due ore di seguito seduti, altrimenti a fine giornata avrete dolori in tutto il corpo. Per gli occhi vi consigliamo invece gli occhiali filtranti della luce blu, capaci di proteggere la vostra vista da tutte le luci dannose emesse dallo schermo del computer.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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