Per navigare in internet a casa o in ufficio occorre un router; per amplificare il segnale nelle altre stanze o portare la rete wi-fi  in un’altra stanza o impostare una rete wireless occorre un access point wifi. È un dispositivo che serve appunto a creare una rete wi-fi con la quale collegarsi a internet o in locale. Ecco una guida completa su cosa sono gli access point, le tipologie e come si configurano.

Definizione di access point

Immagine d'esempio usata nell'articolo Access point wi-fi: tutto quello che devi sapere

Un access point si può impiegare per creare una rete wi-fi qualora il proprio router non sia predisposto per farlo oppure per aggiungere un’ulteriore rete wifi con regole di accesso diverse (utile soprattutto negli ambienti di lavoro). Possono servire per creare tante reti diverse anche in casa predisponendo una rete per gli ospiti con regole di accesso e di utilizzo diverse come per esempio il download limitato per evitare rallentamenti di navigazione o per evitare che gli ospiti raggiungano i dispositivi connessi all’interno della propria LAN o accedere a foto e contenuti privati salvati su NAS storage o impedire di stampare. Si può impostare una rete per bambini con limiti di accesso per orari e download di contenuti annullato per evitare violazioni della privacy o che i bambini navighino su siti non controllati o inavvertitamente scarichino virus.

Quali sono le tipologie di dispositivi per reti wifi

In commercio ci sono diverse tipologie di access point con caratteristiche tecniche diverse a seconda di ciò che si vuole realizzare. Le principali tipologie sono:

  • AC: servono per generare una rete wifi con protocollo AC ovvero la combinazione di due bande di frequenza (2,4 GHz e 5 GHz) per otteenere velocità di download e connessione elevate. Gli AC si chiamano anche access point dual band.
  • AP POE: acronimo di Access Point Power Over Ethernet, ovvero di un dispositivo alimentato via cavo Ethernet. Il vantaggio è che oltre alla rete, porta anche energia elettrica per il funzionamento del dispositivo dotato di uno specifico alimentatore o Switch POE.
  • AP da esterno: si installa all’esterno dell’abitazione, ma deve essere predisposto per resistere al caldo e al freddo. Ovviamente anche se ideati per l’esterno è bene non collocarli in zone esposte al sole, al vento o alla pioggia.
  • AP USB: sono i dispositivi che funzionano tramite porta USB del computer da tavolo o notebook. Questi access point sono delle vere e proprie chiavette usb utili quando non si ha a disposizione una rete wifi oppure ci si connette in mobilità.
  • Access Point professionali: dispositivi sviluppati per le reti aziendali con caratteristiche molto evolute, in grado di creare diversi punti di accesso a internet o impostare regole diverse a seconda degli utenti. Sono modelli più costosi, ma che forniscono un elevato standard e una grande libertà di personalizzazione.
  • Ripetitori

Differenze tra questi apparecchi e i router

Un access point non “crea” una nuova rete, ma estende o amplifica quella giù esistente. I dispositivi  migliori sono quelli in grado di permetterti il collegamento al router più vicino qualora ce ne fossero più di uno, ovvero sfruttare la tecnologia roaming. Tra le caratteristiche da prendere in considerazione nella scelta di un access point si suggerisce il beamforming, un supporto che permette al range del wifi di essere direzionato verso i dispositivi più lontani per facilitare una navigazione più stabile. 

I router wifi, invece, servono per creare una rete di dispositivi connessi tra loro; quelli di ultima generazione hanno la funzione integrata di access point in modo tale da non dover creare una nuova rete all’interno della rete LAN, ma ampliano direttamente il segnale. Se non si possiede un router con questa funzione, occorre dotarsi di un access point.

Sulle confezioni degli access point si trovano spesso delle sigle e dei numeri (AC750, AC1750, n300) che indicano gli Mbps, la velocità di connessione che supportano; è un elemento importante da considerare nella scelta di un access point.

Come si configura un dispositivo di rete e dove è meglio posizionarlo

Si configurano facilmente perché nella maggior parte dei casi è sufficiente collegarlo alla rete cablata LAN e il riconoscimento avviene in modo automatico senza particolari interventi manuali. 

Se si mantengono le impostazioni di fabbrica, il nome del wi-fi (SSID) è quello di default e di solito è senza password oppure la Key è riportata sull’etichetta del dispositivo acquistato. In base al modello, il manuale delle istruzioni fornisce le indicazioni su come raggiungere l’home page del dispositivo; in mancanza di un libretto si può individuare l’IP del proprio router auto configurato e utilizzarlo per la configurazione dell’accesso point. In ogni caso, quando si è fatto l’accesso e il riconoscimento del dispositivo tramite le credenziali fornite dal produttore del dispositivo, si potrà modificare e personalizzare qualsiasi altro aspetto del dispositivo (anche il nome e l’eventuale password).

In base alla forma e al modello scelto, gli access point possono essere collocati su un piano (mensola o scrivania) oppure installati sulla parete o sul soffitto, all’interno o all’esterno, ma cosa più importante è collocare il dispositivo vicino alle apparecchiature che vi si devono connettere in wifi. Inoltre, affinché la connessione non sia disturbata o non sia alternata è consigliabile posizionare il dispositivo di rete lontano da ostacoli come pareti o specchi proprio per ridurre le interferenze e garantire una stabilità di connessione.

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